Immaginiamo una zona relax progettata alla perfezione in uno chalet di montagna di lusso. L'interno è colmo dell'odore del legno cerato, la luce morbida di un camino sottolinea con delicatezza la texture dei plaid di lana, e ogni mobile è frutto di centinaia di ore di lavoro di maestri artigiani. E all'improvviso, proprio al centro di questa oasi di calma creata con cura, il nostro sguardo cade su un pannello di comando domotico in plastica sgargiante, incassato nella boiserie di rovere, e su un groviglio di cavi di ricarica abbandonati sul tavolino. In una frazione di secondo l'incanto si spezza, e uno spazio raffinato comincia a somigliare a una sala riunioni d'ufficio.

L'elettronica visibile diventa sempre più una sfida nella progettazione di interni high-end. Schermi, cavi e pannelli di comando possono disturbare la coerenza visiva di uno spazio, per questo i progettisti mirano a integrarli con discrezione nell'architettura e nell'arredo. Il pubblico di oggi si aspetta che la tecnologia risolva problemi e non ne crei di nuovi: deve restare intuitiva, armoniosa e quasi invisibile.

Fonte: Architectural Digest, "2025 Interior Design Forecast: AD PRO's Predictions for the Whole Home", 2024.

Dissonanza estetica nell'era della domotica

La ricerca di un'automazione totale degli edifici ha portato negli ultimi anni a una vera e propria invasione della plastica nel design classico. Per offrire comodità agli investitori si montano decine di interruttori alle pareti, e sui tavoli atterrano altri telecomandi e tablet. Per chi è venuto a riposare, ogni schermo acceso somiglia esattamente a quelli da cui voleva riposarsi.

Introdurre simili elementi in zone relax, biblioteche private o club per fumatori chiusi si scontra frontalmente con la filosofia del quiet luxury. Il lusso vero è uno spazio che placa i sensi e non che reclama attenzione senza sosta. Per salvare le proporzioni classiche e la nobiltà dei materiali, l'architettura deve assorbire la tecnologia e renderla del tutto trasparente.

Materia addormentata al posto dei pannelli di plastica

La soluzione che consente di eliminare con successo l'elettronica che deturpa sono le interfacce fisiche contestuali di Odoardo Soul™. Questo concetto presuppone che il cuore di una zona relax intelligente non debba essere un display sgargiante, ma materia pura e solidificata.

In pratica questo sistema assume la forma di un cubo minimalista fresato nel rovere massiccio, con lato di 5 o 10 centimetri. Lo si può posare liberamente su una consolle o su un tavolino, dove ricorda in tutto un elegante fermacarte o una scultura. Il dispositivo non ha cavi, led o schermi. Quando un abitante desidera cambiare atmosfera – abbassare le luci, chiudere le tende e avviare una musica sommessa, per esempio – avvicina semplicemente il telefono allo spigolo del cubo. Questo tocco silenzioso risveglia il microchip nascosto nel legno, e la conversazione si svolge basandosi sul contesto assegnato al luogo, senza avviare alcuna applicazione. Eseguire una simile scena richiede un collegamento con la domotica della struttura, che prepariamo su misura. Lo descriviamo più ampiamente nel testo Il traduttore dei muri nelle residenze di lusso.

Armonia dei sensi e progetto olistico

Quando liberiamo uno spazio dal disordine tecnologico, l'occhio e la mente possono finalmente concentrarsi su ciò che ha davvero valore. Le pareti pulite recuperano il loro scopo originario e diventano lo sfondo ideale di una galleria viva. Introdurre in un simile interno l'arte a rotazione di Odoardo Art™, consegnata in nobili cornici di rovere, permette di rinfrescare periodicamente il carattere di una zona relax: perché una decorazione statica smetta col tempo di essere notata lo spiega il testo La psicologia dello spazio mutevole.

In uno spazio così progettato, privo di distrazioni, nasce naturalmente il bisogno di coltivare i rapporti umani. Le eleganti carte di Odoardo Alibi™ posate sul tavolino possono essere un invito discreto a una conversazione sincera e profonda, permettendo agli abitanti o agli ospiti di un hotel di essere davvero «qui e ora»: ne scriviamo nel materiale Un'alternativa allo smartphone in camera. E quando la bellezza di un interno classico spinge i visitatori a immortalarlo in video, conviene assicurarsi che le registrazioni ne rendano il fascino reale. Lo standard cinematografico, sostenuto dalla regia virtuale di Odoardo Lens™, conduce l'ospite attraverso inquadrature curated e trasforma un materiale casuale in Curated Guest Content (CGC).

Perché questo ecosistema meditato costruisca però un marchio forte sul mercato esterno – che si tratti di un club esclusivo o di una boutique di lusso –, tutta la comunicazione deve poggiare su fondamenta digitali solide. Un indirizzo del portafoglio Odoardo Space™, che la concorrenza non userà, aumenta la possibilità che l'immagine di un'azienda in rete sia pulita e priva di rumore quanto i suoi interni fisici. Le conseguenze della scelta opposta le descrive il testo La trappola dell'indirizzo a basso costo.

«Gli schermi nei luoghi di riposo possono rubare la nostra attenzione e distruggere l'armonia elaborata dall'architetto. La vera tecnologia di domani è quella che ha il coraggio di sparire. Quando racchiudiamo un'ingegneria avanzata nel legno grezzo e la risvegliamo con un solo tocco, restituiamo agli interni la loro anima e all'uomo il diritto a un riposo non disturbato.»

dr hab. inż. Marcin Jamro

Salvare le zone relax dall'invasione dell'elettronica non è soltanto una questione estetica; è un investimento nell'igiene digitale e nel benessere degli utenti. Affidare la conversazione su uno spazio a una materia addormentata ed elegante alza sensibilmente il rango di qualsiasi progetto, dimostrando che nel mondo contemporaneo il lusso più grande resta una calma impeccabile.

Le basi di questo approccio le raccoglie il manifesto Odoardo™.