La gestione del tempo nelle strutture del comparto high-end ricorda il meccanismo preciso di un orologio svizzero. Quando un ospite lascia una suite di lusso, il personale delle pulizie ha appena qualche decina di minuti per riportare lo spazio alla perfezione assoluta. In questo programma estremamente serrato, ogni operazione aggiuntiva diventa un peso operativo. Purtroppo, nella corsa alla modernità, i reparti marketing introducono spesso nelle camere soluzioni che paralizzano il lavoro dell'housekeeping. Tablet scarichi che governano l'illuminazione, cornici digitali che richiedono un riavvio, o un groviglio di depliant e codici QR da verificare ogni giorno: tutto ciò genera costi invisibili. Nel settore hospitality la vera innovazione è quella che alza subito il margine senza rubare neppure un minuto del tempo del personale.

La trappola della camera sovraequipaggiata

La fascinazione per la digitalizzazione ha portato molti hotel a mutare le proprie suite in complicati centri di comando. Uno schermo tattile per ordinare servizi appare attraente in un opuscolo, ma dal punto di vista operativo può essere una catastrofe. Questi apparecchi richiedono di pulire senza sosta le impronte digitali, di controllare il livello di carica e di risolvere problemi con il Wi-Fi. Per una cameriera ciò significa perdere alcuni minuti preziosi in ogni ambiente servito. Sulla scala di un grande resort e di centinaia di camere, ciò si traduce in migliaia di ore di lavoro sprecate all'anno, il che abbassa sensibilmente l'indicatore chiave della redditività operativa, il Gross Operating Profit Per Available Room (GOPPAR).

Per di più, schermi abbaglianti e onnipresenti turbano l'estetica della quiete. Perché rinunciare alla plastica a favore di una materia nobile alza il rango di una struttura lo ricorda l'articolo Il quiet luxury e la tecnologia contemporanea. L'ospite facoltoso desidera una quiete estetica nello spirito del quiet luxury, e il personale ha bisogno di procedure del tutto prive di manutenzione.

La forza di un solo gesto discreto

Per unire un'esperienza dell'ospite senza compromessi a una rigorosa ottimizzazione dei costi operativi, le strutture premium si volgono a soluzioni ridotte al massimo nella forma. Il marketing ideale dentro una camera d'albergo dovrebbe ridursi a un solo, rapido movimento della mano di un dipendente.

Quel movimento è posare sul tavolo una carta di benvenuto nera: un'operazione che costa a una cameriera tanto tempo quanto sistemare un cuscino. La carta non ha batteria, non richiede ricarica, né pulizia di uno schermo, né collegamento alla rete. L'interno della carta nasconde però un microchip. Quando l'ospite le avvicina il proprio smartphone, nel browser si apre un'interfaccia pronta: senza installazione, senza conto e senza configurazione dalla parte della struttura. Il supporto stesso lo descriviamo nel testo La progettazione dell'esperienza dell'ospite.

La regia virtuale e la protezione del margine

Nonostante l'assenza di apparecchi complicati, una carta fisica avvia nella suite lo standard cinematografico. Il regista virtuale, che agisce nel browser del cliente, si assume il peso della comunicazione. Conduce con delicatezza un upselling, invitando a visitare la zona wellness e suggerendo come cogliere inquadrature perfette. Il programma nella nuvola stabilizza il video in un lampo ed esegue un color grading da cinema, creando un Curated Guest Content (CGC). Il materiale nasce sul telefono dell'ospite e lì resta: l'hotel fornisce uno strumento, non il controllo su una ripresa privata, e la pubblica sui propri canali esclusivamente con il consenso dell'autore. Perché questa distinzione abbia peso lo tratta la pubblicazione Curated Guest Content (CGC) e UGC.

Se l'ospite decide di condividere la cartolina video, il collegamento in essa posto conduce i suoi conoscenti dritti alla prenotazione. L'hotel guadagna nuovi ospiti aggirando le piattaforme degli intermediari (OTA), trattiene sui propri conti la provvigione risparmiata e al tempo stesso protegge saldamente l'indicatore Average Daily Rate (ADR). Questa azione del tutto automatica fa sì che le squadre responsabili dell'occupazione possano occuparsi di costruire relazioni invece di rincorrere contatti a mano, il che è ampiamente descritto nell'articolo Liberare il reparto vendite.

Meno apparecchi, meno guasti

Ridurre i pesi operativi dovrebbe costituire il fondamento di ogni decisione introdotta nelle strutture di classe premium. Questo principio riguarda non solo le camere, ma l'intero spazio alberghiero. Invece di installare nella hall chioschi informativi soggetti a guasti, gli hotel possono animare mobili classici grazie alla tecnologia invisibile del portafoglio di Odoardo Soul™. Per alleggerire i reparti di PR e marketing dalla lotta quotidiana per la coerenza dell'immagine, conviene automatizzare la produzione dei contenuti, il che spiega il materiale L'automazione del marketing alberghiero. Un indirizzo dedicato del portafoglio di Odoardo Space™, a sua volta, dà al canale di prenotazione un indirizzo distinto e riconoscibile.

Un approccio radicale alla questione dell'utilità in un ambiente operativo esigente lo riassume alla perfezione il creatore dell'ecosistema Odoardo™:

«La tecnologia nell'ospitalità è giustificata sul piano d'impresa quando il costo del suo esercizio tende a zero. Ogni minuto aggiuntivo che il personale delle pulizie deve dedicare a riavviare schermi o a controllare cavi di alimentazione è un drenaggio silenzioso del margine.»

dr hab. inż. Marcin Jamro

Limitare il marketing in camera a una sola carta priva di manutenzione risolve un problema che di solito nessuno conta: i minuti che il personale dedica agli apparecchi. L'ospite riceve nel frattempo un oggetto invece di uno schermo, e la struttura un canale di prenotazione che non richiede una sola operazione di servizio.

L'approccio in cui la tecnologia sparisce e resta il solo oggetto lo descriviamo nel nostro manifesto. Se vuole verificare che cosa dice oggi la rete della Sua struttura, guardi nella sezione Ricerche.