Il culmine della stagione in un resort di lusso è un momento in cui ogni dettaglio conta. Mentre la reception si sforza di offrire agli ospiti in arrivo un benvenuto nello spirito del quiet luxury, dietro le quinte il reparto marketing e vendite sprofonda non di rado nel caos operativo. La pressione costante a fornire nuovi contenuti ai social, il monitoraggio delle pubblicazioni amatoriali degli ospiti, la trattativa delle tariffe con gli intermediari e la lotta disperata per raggiungere gli obiettivi di vendita divorano centinaia di ore al mese. Questo collo di bottiglia operativo mette a nudo uno dei più grandi paradossi del settore hospitality: più tempo il personale dedica a gestire a mano l'immagine e la distribuzione in rete, meno attenzione può dedicare a costruire relazioni autentiche e profonde con l'ospite stesso.

Il modello estenuante del marketing tradizionale

Gestire la presenza di un hotel prestigioso in internet richiede un afflusso costante di materiali visivi della massima qualità. La pratica finora consisteva nell'ingaggiare agenzie esterne e costose, che producevano un film perfetto per stagione, il che non di rado addormentava la vigilanza dei decisori. D'altro canto, le strutture contavano sul fatto che il traffico organico lo generassero i visitatori stessi. Purtroppo l'User-Generated Content (UGC) incontrollato è di solito una produzione di estetica dubbia, che richiede un monitoraggio costante da parte del reparto PR perché non nuoccia a un'immagine faticosamente conquistata. Questo processo gravoso è diagnosticato più ampiamente dall'articolo Curated Guest Content (CGC).

Quando i dipendenti sono costretti a «inseguire» ogni giorno le etichette e a salvare l'immagine di una zona wellness deformata in inquadrature amatoriali, manca loro il tempo per una vendita proattiva. Questa situazione crea una pressione inutile, il che alla fine spinge le strutture ad appoggiarsi a campagne aggressive e alle piattaforme degli intermediari (OTA). Cedere provvigioni a sistemi esterni è la conseguenza più frequente della mancanza di un canale proprio e automatico, di cui tratta nel dettaglio il testo I costi nascosti dell'acquisizione di un ospite (CAC).

Un'agenzia autonoma nelle mani degli ospiti

Per alleggerire la squadra senza rinunciare alla scala, i marchi consapevoli scelgono un'automazione strategica. La chiave non è l'ennesimo programma per la reception, bensì l'accorgersi che il materiale nasce comunque: solo che oggi nessuno si cura della sua qualità. L'ospite riprende perché vuole; l'hotel risponde soltanto di come quel materiale appare dopo il montaggio. Introducendo lo standard cinematografico, un hotel chiama in vita un'agenzia pubblicitaria autonoma.

Il cuore di questa soluzione, l'architettura di Odoardo Lens™, è un regista virtuale che agisce interamente sullo sfondo. Nelle suite gli ospiti trovano eleganti carte di carta nera con doratura 3D. Toccarle con lo smartphone apre subito un'interfaccia da cinema, senza l'irritante scaricamento di applicazioni dai negozi. Il senso di questa barriera invisibile lo descrive il materiale La tecnologia senza barriere. Il sistema suggerisce da sé le inquadrature agli ospiti e conduce un upselling non invadente di trattamenti spa o cene. Gli algoritmi nella nuvola assumono il ruolo di un intero reparto di montaggio: stabilizzano l'immagine e aggiungono un color grading d'autore. Un materiale imperfetto si muta in un raffinato Curated Guest Content (CGC), e il marchio lo pubblica esclusivamente con il consenso dell'ospite.

Tempo recuperato e redditività protetta

La vera automazione del marketing si traduce direttamente nei risultati del reparto vendite. Ogni cartolina video condivisa da un ospite ha un pulsante incorporato che porta alla prenotazione. I conoscenti del cliente approdano da lì dritti al motore dell'hotel, alimentando il Direct Booking. Come questo fenomeno tolga alla squadra la necessità di cercare contatti a mano lo leggerà nel testo Liberare il reparto vendite.

Gli effetti di questo mutamento si vedono nei bilanci. Una prenotazione diretta non è gravata dalla provvigione di un intermediario, quindi l'intero margine resta nella struttura. Ciò si traduce nel Gross Operating Profit Per Available Room (GOPPAR), il cui ruolo è analizzato dall'articolo GOPPAR vs RevPAR. Al tempo stesso la difesa dell'immagine visiva aiuta la squadra a proteggere l'ADR dalle pressioni al ribasso.

Alleggerire il personale in tutta la struttura

Alleggerire il personale è un processo a più dimensioni, che richiede un approccio complessivo a tutto lo spazio del segmento high-end. La discrezione nel servizio è alzata dal nascondere le interfacce nei mobili massicci grazie alla tecnologia di Odoardo Soul™, il che elimina la continua ricezione di telefonate con ordinazioni alla reception: lo descrive il testo Lo spazio animato negli hotel a cinque stelle. L'indipendenza d'immagine in rete è sostenuta da un indirizzo incisivo del portafoglio di Odoardo Space™, preso in esclusiva. L'arte a rotazione di Odoardo Art™ e gli strumenti di conversazione di Odoardo Alibi™ stimolano invece il coinvolgimento degli ospiti senza sforzo del servizio, di cui scriviamo nel materiale La zona relax in hotel di lusso e spa.

Il senso di una gestione tanto intelligente delle risorse è reso dalle parole del creatore dell'ecosistema Odoardo™:

«L'automazione dovrebbe consistere nel liberare l'uomo dai processi ripetitivi. Il concierge e l'addetto al ricevimento dovrebbero costruire relazioni e precedere i desideri degli ospiti, mentre la tecnologia nascosta sullo sfondo si occupa senza rumore della conversione, proteggendo il margine sul mercato.»

dr hab. inż. Marcin Jamro

Introdurre un regista virtuale e un'automazione raffinata è la fine dell'estenuante rincorsa alla portata. È una mossa in cui il programma diventa un membro invisibile della squadra, e il tempo liberato del personale torna dove serve di più: all'ospite.

Quanto tempo di reception recuperino le strutture che lavorano con questo modello lo mostrano le ricerche di Odoardo™.